Riflessioni

Bilancio di fine anno

4 Dic , 2017  

di Emanuele Tinari

Manca poco meno di un mese al 2018 e come è consuetudine al termine di ogni solare, ecco il bilancio di ciò che ci ha lasciato, o forse più correttamente, mi ha lasciato il 2017.

Un anno zero per certi versi, visto il nuovo presidente federale, Andrea Marcon, arrivato alla guida della Fibs dopo tanti anni di regno Fraccari. Andando in ordine si è partiti con il botto, esattamente con il World Baseball Classic, una manifestazione che ha lasciato luci ed ombre. Avventura finita male, sportivamente parlando, con la rimonta subita all’ultimo inning contro il Venezuela nello spareggio per l’accesso alla seconda fase, ma molto positiva dal punto di vista mediatico. Doveva essere il punto di partenza per una maggiore diffusione del nostro sport, purtroppo così non è stato.

D’accordo non è quella la rappresentazione più esplicativa e veritiera del nostro movimento per le regole imposte dalla Mlb sulla presenza di determinati giocatori, però in quelle settimane c’è stato qualcosa che raramente avviene per il nostro sport, la presenza costante sui maggiori siti e giornali italiani. Da lì in poi bisognava sviluppare, sull’onda di una partecipazione emotiva che si era “abbattuta” sulla nostra nazionale, un progetto per permettere agli appassionati ma soprattutto ai neofiti di vedere più baseball possibile.

Non per incensare il gruppo per cui collaboro, ma il successo clamoroso ottenuto da Il Bar del Baseball trasmettendo tutte le partite casalinghe e qualche trasferta del Nettuno Baseball City, con l’aggiunta di qualche collaboratore che è intervenuto dagli altri campi d’Italia, non può lasciare insensibili, né Fibs e né nessuna società. Ricordo che in passato che qualche piazza come Reggio Emilia, Parma e Rimini (ad onor del vero qualcuno ancora lo fa) utilizzavano una telecamera fissa, seppur senza telecronaca per trasmettere live le partite della propria squadra. Ottimo anche il lavoro della Fiorentina Baseball che trasmette partite con buonissima qualità e con riprese da più angolazioni. Non si può pretendere da zero un prodotto perfetto stile Mlb.tv, ma penso basterebbe poco per permettere in ogni weekend di vedere baseball anche lontano dai propri stadi.

Dovrebbe essere una sorta di obbligo, ovviamente ben regolamentato e con la massima professionalità in base al budget disponibile. E non si dica che questo possa essere un deterrente per portare la gente allo stadio, perché quest’anno a Nettuno il pubblico è aumentato in maniera sensibile segno di un entusiasmo contagioso. Se ci si vuole allontanare da Nettuno, una vera e propria isola felice del batti e corri, basti pensare al successo riscosso da PMG e San Marino Tv per la finale scudetto, per la serie più indizi fanno una prova.

Passando ad analizzare la stagione dal punto di vista puramente tecnico abbiamo visto un Rimini a sorpresa campione d’Italia non per valore tecnico, ma per una regular season ampiamente al di sotto delle proprie possibilità. Ceccaroli, romagnolo Doc ed ex grandissimo giocatore dei Pirati, ci ha messo un po’ a prendere le misure con la massima serie ma nel momento giusto ha saputo trasformare la sua truppa in un’armata perfetta capace di vincere 5 partite in trasferta contro San Marino e Bologna, le prime due per record casalingo in stagione. Proprio i felsinei, dominatori di tutte le statistiche individuali e di squadra della regular season, hanno centrato solamente nell’ultimo weekend il primo posto ai danni del San Marino dell’ex manager Nanni, posizione rivelatasi con il senno di poi un vero e proprio autogol visto la sconfitta in semifinale contro i Pirati con 3 sconfitte al “Falchi”.

Il San Marino, della nuova, ma già conclusa, gestione Nanni, è stata la squadra più costante per tutta la stagione, pur avendo cambiato tanto in termini di uomini e filosofia di gioco, mancando sempre nel momento decisivo in tutte le competizioni. In chiusura il Nettuno dei nettunesi è stata la più bella sorpresa per due terzi di stagione, quando si è trovata addirittura in vetta alla classifica. Dopo un periodo di leggero appannamento ci si aspettava l’esplosione nei playoff, purtroppo (chi mi conosce sa della mia fede nettunese) non arrivata. Di solito nella “Città del baseball” ci si trasformava nelle serie da dentro o fuori, mentre negli ultimi due playoff il bilancio è di 1 vittoria su 8 gare, 1 su 11 se si valuta anche la semfinale 2013.

Cambiamento importantissimo anche per quanto riguarda la nostra nazionale. Con il WBC è finita l’era Mazzieri, un decennio importante con una crescita importante di uno zoccolo duro italiano che ha visto ottimi allori, con la ciliegina dell’europeo vinto in terra olandese ed eccellenti piazzamenti, in primis a mio parere il terzo posto nell’Intercontinentale 2010 a Taiwan. Come successore è stato scelto il buon Gibo Gerali, uno dei migliori manager che offre il nostro panorama già da diversi anni e molto abituato a lavorare con i giovani. L’inizio per lui in un periodo senza competizioni internazionali è stato soft. Le European Baseball Series contro i nostri rivali dell’Olanda sono ancora poche per parlare di una filosofia “geraliana” già evidente, ma le tre sfide disputate ad ottobre hanno già dato qualche idea sull’imprinting che il tecnico emiliano vorrà dare alla sua creatura.

Contro i campioni d’Europa in carica si è vista un’Italia giovane, sfrontata, con carattere ed ottime individualità anche senza qualche veterano che sicuramente sarà utile nei momenti che conteranno. Di abbondanza e qualità nei ruoli di position player ce n’è, i vari Vaglio, Mazzanti, Sambucci, Ambrosino, Poma sono ormai delle certezze su cui costruire un’ossatura solida con I’aggiunta di giocatori come Celli, Colagrossi e Giordani a cui l’esperienza americana ha lasciato in dote un grosso miglioramento. Il reparto che ormai da qualche anno desta le più grandi preoccupazioni è quello dei lanciatori, anche se le ultime perfomance dei vari Bassani, Andreozzi, Coveri, Morellini, Pizziconi, Pomponi e Fabiani posso farci guardare al futuro in modo meno grigio. Se a questo gruppo si riuscissero ad aggiungere Liddi, Mineo e Maestri, sempre in base ai loro impegni oltreoceano, di materiale umano su cui lavorare per il nostro ct (concedetemi il termine calcistico molto in voga in queste settimane) ce ne sarebbe eccome. Infatti come voi tutti ben saprete nel 2020 a Tokyo il baseball rientrerà nel programma olimpico dodici anni dopo l’edizione sempre orientale di Pechino. L’ambizione di tutti come giocatori e come movimento è di essere lì. Sono otto le squadre previste nella manifestazione a cinque cerchi. A quanto sembra le prime due qualificate saranno le finalista del Premier 12 edizione 2019, mentre le restanti sei verranno fuori dai tornei continentali da disputarsi entro maggio del 2020.

Di strada ce n’è tanta e in 2 campionati di Ibl (o massima serie nazionale che dir si voglia) potrà succedere davvero di tutto con la speranza che l’introduzione dal 2018 dei comunitari parificati agli italiani, non pregiudichi la presenza dei nostri in campo, ma questa è un’altra storia, di cui parleremo nel bilancio del prossimo anno.