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CHI SEGUE IL BASEBALL NON PUO’ SEPARARSENE. Intervista a Norland Rosendo Gonzàles

16 Mar , 2020  

di Ignazio Gori

 

Archiviato il successo dei Cocodrilos de Matanzas nell’ultima Serie Nacional di Cuba, il Bar del Baseball si è premurato di sentire le considerazioni del giornalista sportivo Norland Rosendo Gonzàles, che collabora con la rivista “Juventud Rebelde” nonché gestore del canale specializzato “JR Beisbòl”.

Cosa ci dice della vittoria di Matanzas?

NRG. A quasi due di distanza, a Cuba si parla ancora molto del campionato vinto da Matanzas. Hanno atteso molti anni in attesa di un altro titolo e nell’ultimo decennio ci erano andati vicini, ma avevano sempre perso nella postseason, e addirittura, l’anno scorso, accorati da tante delusioni, si erano addirittura classificati ultimi. Quindi questa vittoria è quasi una benedizione, nonché un record: infatti nessuna squadra nella storia del baseball cubano era passata in un anno dall’ultimo posto al titolo! Mentre seguivo la serie finale ho potuto notare la loro grande armonia di squadra, la loro unione tattica che ha generato tutta una atmosfera positiva, favorevole, elementi di maturità che hanno ispirato i giocatori a dare il massimo. Quest’anno, restando concentrati, hanno saputo vincere le gare più importanti, non si sono lasciati scoraggiare dalle sconfitte e questa prontezza emotiva è stata a mio avviso la vera chiave del successo. Matanzas è stata in definitiva la migliore squadra del campionato, quella che ha vinto il maggior numero di gare casalinghe, potendo contare su un ex Major Leaguer, l’interbase Erisbel Arruebarrena. Poi lasciatemi dire che il manager Armando Ferrer è stato bravo a scegliere ottimi “rinforzi”[1] per la seconda fase molto delicata del campionate e poi anche per i playoffs.

Sorprese e delusioni di quest’ultima stagione?

NRG. È stata una stagione caratterizzata da alcune difficoltà organizzative, ma che ha comportato il ritorno di squadre come Camagüey, Cienfuegos, Santiago de Cuba e Matanzas nella seconda fase del campionato. Sono emersi inoltre giovani promettenti come il Giovani figure molto promettenti appaiono come il “cerrador” (closer) habanero Andy Rodríguez. Tuttavia, è stato sorprendente che squadre con una lunga tradizione come Pinar del Río, Villa Clara e Ciego de Ávila non si siano qualificate alla seconda fase della competizione. Durante questa stagione sono emerse molte carenze tattiche, un numero eccessivo di basi per ball, medie in battuta molto alte, forse addirittura sproporzionate, molta aggressività nel box e spesso la preoccupante mancanza di controllo dei lanciatori. Nonostante questo, il baseball a Cuba è una passione conclamata, i fan lo seguono numerosi, anche se il calcio sta guadagnando molti fan tra i giovani. Il dato rivelante è che durante la postseason gli stadi erano tutti stracolmi.

Se avesse un termometro per misurare la temperatura del baseball cubano, a che grado di efficienza saremmo?

NRG. Il baseball cubano è molto “caliente”, è proprio nel DNA della gente e i talenti emergono costantemente. Nonostante il fatto che un gran numero di giovani emigri ogni anno verso il baseball professionistico, compaiono sempre nuovi prospetti; ma è assolutamente necessario che essi si avvicinino alle tendenze di un baseball più moderno, a concetti tecnico-tattici più avanzati. Il baseball è come una scienza: non è sufficiente sapere colpire una palla, ma imparare a risolvere le diverse situazioni che si presentato nel corso di un incontro, saper anticipare i corridori sulle basi, farli cadere in trappola come mosche sacrificali, saper trattare bene la palla nei diversi aspetti di lancio e assistenza e ora come ora il baseball cubano mostra questi difetti che poi si riflettono maggiormente nelle competizioni internazionali.

Quali sono secondo lei i migliori prospetti cubani in circolazione, pronti a esplodere?

NRG. Tra i prospetti che meritano maggior attenzione c’è César Prieto, un secondabase di Cienfuegos, che ha giocato come rinforzo per Matanzas, ed è già titolare della squadra nazionale, oltre ai lanciatori Andy Rodríguez, Bryan Chi, Yariel Rodríguez, Yosimar Cousín, Loidel Chapellí Jr. Alberto Calderón e Yosvani Peñalver … ma lo ribadisco, ad ogni stagione emergono nuovi promettenti talenti …

Saprebbe darci, per gli appassionati delle pillole di storia, il suo personale “Cuban All-Stars” di tutti i tempi?

NRG.

C: Ariel Pestano

1B Antonio Muñoz

2B Antonio Pacheco

SS Germán Mesa

3B Omar Linares

LF Lourdes Gourriel

CF: Víctor Mesa

RF Luis Giraldo Casanova

Lanciatore destro: José Antonio Huelga

Lanciatore mancino: Jorge Luis Valdés

Manager: Servio “el Mago” Borges

Que equipo tan maravilloso!  Che speranze ripone nella nazionale che affronterà le qualificazioni olimpiche? E per il prossimo World Baseball Classic?

NRG. Cuba deve affrontare una grande sfida per qualificarsi alle Olimpiadi giapponesi. Gli restano due opzioni: le qualificazioni olimpica delle Americhe,  dal 22 al 26 marzo in Arizona, negli Stati Uniti (rimandate per la pandemia CONVID-19) e infine l’ultimo ripescaggio a Taipei, a giugno (ancora in sospeso).  La squadra di Cuba non ha ottenuto buoni risultati nei tornei internazionali più recenti e questo ha un impatto positivo sulle reali possibilità della Selecion. Bisogna dire che non è una squadra con tutti i migliori giocatori cubani, dal momento che molti sono in Major League e le relazioni della MLB con la Federazione cubana sono influenzate dalla politica degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. Per l’Arizona, è stata formata una squadra con il meglio dell’ultima Serie Nacional e i giocatori che partecipano alla NPB del Giappone, tra cui Yurisbel Gracial, MVP delle ultime Japan Series, lo slugger Alfredo Despaigne e i lanciatori del bullpen Liván Moinelo e Raidel Martínez. Bisogna arrivare primi in un torneo di sei squadre, tutte rinforzate con giocatori MLB che fanno parte dei roster dei 40, ma non del roster attivo dei 26, cioè giocatori che militano nelle Minor Leagues. Solo una dicevo va a Tokyo 2020, i secondi e terzi qualificati invece raggiungono le altre a Taipei, nell’ultima fase di qualificazione olimpica. Ed è qui, in Asia, che  Cuba ha a mio parere maggiori possibilità di staccare il ticket olimpico e così mantenere la sua tradizione che la vuole presente in tutte le edizioni da quando il baseball è entrato nel calendario dei Giochi di Barcellona 1992. Il medagliere cubano non è mica da poco: 3 Ori e 2 Argenti! Per quanto riguarda il World Baseball Classic, è una competizione ancora più difficile e fino a quando Cuba non assemblerà una selezione che integra i suoi migliori atleti da tutte le leghe professionistiche, è altamente improbabile che ripeta una prestazione come quella del 2006. Il sogno di tutti noi fan cubani è di vedere finalmente Cuba di nuovo sul podio di un Classic, perché il nostro baseball ha tutte le qualità per farlo, anche se spesso negli ultimi anni questa potenzialità, per tante complesse ragioni, non si riflette nei risultati internazionali.

Che tipo di attenzione dedica la stampa cubana al baseball e come si riflette sulla quotidianità dei cubani?

NRG. Nonostante il fatto che i giovani consumino molto calcio e che i media dedichino ampi spazi, soprattutto in televisione al calcio, il baseball continua ad essere uno sport che vanta molto spazio nei media cubani, con programmi radio dedicati interamente al baseball, senza dimenticare i giornali quotidiani e le trasmissioni televisive. La tv nazionale che trasmette sia il campionato interno sia le partite internazionali, tranne beffardamente la MLB live, a causa della mancanza di relazioni contrattuali tra i due paesi, come detto per motivi di eterni disaccordi politici. E poi ci sono i recenti social network che hanno aperto la possibilità di esporre  contenuti e dibattiti sul baseball e sul web appaiono diverse pagine specializzate sul nostro sport nazionale. Il baseball è uno dei pochi sport per il quale Cuba spedisce inviati speciali nelle competizioni internazionali, e questo è un dato esemplare e significativo. Un giornale, quando non ha un apposito spazio dedicato al baseball sembra incompleto, i lettori medi cubani sono sempre alla ricerca di notizie sportive, in special modo di baseball. E poi i  migliori scrittori a Cuba hanno quasi tutti scritto di baseball.

Parliamo un po’ di questi ultimi risultati della nazionale …

NRG. Negli ultimi tempi il baseball cubano non ha riportato grandi risultati a livello di nazionale. Dopo l’ottima medaglia d’argento nel primo World Baseball Classic, nel 2006, i risultati migliori sono arrivati nelle categorie giovanili, con medaglie d’oro nelle coppe del mondo U-15 nel corso degli anni 2014 e 2016. Poi un titolo nella Serie Caraibica di San Juan 2015 e un altro nei Giochi dell’America Centrale e dei Caraibi, a Veracruz nel 2014. Tra i risultati più allarmanti invece c’è il sesto posto ai Panamericani di Lima, l’anno passato, il secondo posto ai Giochi dell’America Centrale e dei Caraibi a Barranquilla. Molto deludente è stato infine il non aver superato nemmeno il primo turno dell’ultimo Premier12

Come considera il campionato italiano?

NRG. Il campionato italiano è una grande opportunità per i giocatori cubani. Vi hanno sempre giocato molti ex importanti campioni e professionisti americani, mantenendo sempre abbastanza alto il livello generale. Vorrei che più cubani potessero andare a giocare in Italia; tutti quelli che ho intervistato hanno parlato molto bene del vostro campionato. Per il resto a Cuba sul campionato italiano, tranne i racconti dei “reduci”, non arriva molto altro … appena quello che giunge tramite internet. Nel complesso sono sicuro che l’Italia rappresenti sempre un buon mercato per i nostri “peloteros”.

Per ultimo, vorrei chiederle cosa ne pensa della proposta, sempre più insistente, di cambiare le regole del gioco, di ridurre gli inning ad esempio, per esigenze televisivo-commerciali …

NRG. È molto difficile parlare di questo, però mi sento di dire che il baseball deve adattarsi al passo dei tempi, alla modernità, ma senza perdere l’essenza, non penso nel dettaglio che tagliare due inning sia la soluzione migliore. Credo sia è necessario cercare di rendere le partite più dinamici, più veloci, che non superino ad esempio le due ore e mezza. Suggerirei inoltre di regolare i tempi di entrata e di uscita dal campo, tra un inning e l’altro, eliminando gradualmente tutto ciò che lo ritarda, questo sì, ma di non toccare quello che rende il baseball un grande spettacolo per il pubblico sugli spalti. Nel cercare di snellire le sue regole, essendo uno sport più articolato rispetto al calcio, al basket o alla boxe per esempio, si rischia di rovinarlo, perché è il suo fascino, così com’è, ad appassionare milioni di fan in tutto il mondo: chi segue il baseball non può separarsene!

 

Un sentito ringraziamento a Norland Rosendo Gonzàles da tutto Il Bar del Baseball e un saluto speciale ai nostri “cugini” cubani, che amano il baseball come pochi

 

(la foto è stata gentilmente concessa dal sig. Norland Rosendo Gonzales)

 

 

[1] Nel campionato cubano, dopo la regular season, le squadre che passano il turno possono scegliere 5 atleti chiamati “refuerzos”, rinforzi, dalle squadre ormai fuori dai giochi.