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Gerali: “Dimesso perchè non centrato il risultato fissato tre anni fa. Il primo campanello di allarme con il Sudafrica, disputato un Preolimpico al di sotto delle nostre possibilità”

28 Set , 2019  

di Emanuele Tinari

Una chiacchierata pomeridiana davvero piacevole con l’ormai ex manager della nazionale Gibo Gerali. Abbiamo analizzato per filo e per segno quanto successo nelle ultime settimane azzurre, dal secondo posto di Bonn passando per il quinto di un deludente Preolimpico fino alle dimissioni di pochi giorni fa.

“Dopo una prima fase perfetta in Germania, nelle gare ad eliminazione diretta c’è mancato sempre qualcosa pur arrivando in finale. La valida al momento giusto, la giocata difensiva decisiva unita a delle partenze fallose dei nostri pitcher. L’impressione è quella di non aver mai espresso a pieno il nostro potenziale, soprattutto in attacco, mentre il monte di lancio che in partenza mi dava qualche garanzia di meno si è comportato davvero bene. Infatti  dai quarti in poi i nostri rilievi hanno preso punto solo su un HR subito da Crepaldi, poi ininfluente ai fini del risultato. Col senno di poi ho capito che qualche campanello di allarme c’era già nell’Europeo, impressione confermata dalla partita con il Sudafrica”.

Partita poi vinta dopo la sospensione per pioggia ma rischiata di perdere al quinto.

“Visto il pericolo metereologico l’ho giocata come fossimo agli inning finali già a metà partita ed abbiamo rischiato di subire il punto del 5-4 che si sarebbe rivelato quello della sconfitta per noi. Fortunatamente abbiamo vinto il proseguo, come c’è stata la vittoria con la Repubblica Ceca, e visto i risultati dell’Israele quella con loro era come una finale”.

L’unica partita in cui Gerali ammette di aver avuto un rimpianto.

“Ho scelto Lugo che ha tirato una partita splendida subendo un singolo fortunoso e un Hr in 7 inning. L’ho fatto salire anche nell’ottavo perchè c’era un matchup favorevole contro un mancino che aveva lasciato al piatto in entrambi i turni precedenti, ma dopo l’arrivo in base l’ho sostituito. Col senno di poi avrei dovuto far continuare lui, o mettere subito Johnson, poi è stato un inning dove davvero c’è girato tutto contro. Non voglio mai addossare alla sfortuna una sconfitta, ma l’errore di Mazzanti, il tacco di Venditte che devia la palla spiazzando Cecchini, un altro errore del nostro interbase ci sono costate partita ed eliminazione, perchè da lì non ci siamo ripresi praticamente più”.

Analizzando più approfonditamente il rendimento del nostro attacco è mancata sempre la stoccata giusta nel momento decisivo.

“Con Israele 10 lasciati in base nei primi 6 inning. Avrei potuto forzare lo squeeze con Mineo nel box ed uomo in terza per andare in vantaggio, però Alberto è un ragazzo che sa lavorare bene con la mazza e l’ho lasciato libero. In altre situazioni come al primo con uomo in seconda e terza ed un out bastava anche una rimbalzante da un grande esperto come Mazzanti, ma purtroppo è uscito un pop o Andreoli in terza senza eliminati non fatto arrivare a punto. C’erano ragazzi da cui effettivamente ci si aspettava di più soprattutto da quelli arrivati dagli States. Forse hanno sentito un po’ il peso della responsabilità di portare l’Italia alle Olimpiadi ed hanno reso al di sotto delle proprie aspettative. Ho anche parlato per tranquillizzarli che non si vince da soli, ma i risultati non sono stati buoni. Andreoli dopo un’ottima partenza non ha trovato una valida con Germania, Israele e Olanda a Bonn ed ha continuato il trend negativo tra Parma e Bologna. Cecchini già dai giorni di allenamento prima del Preolimpico l’avevo visto non brillante con nell’ultimo Classic ed i suoi errori in alcuni momenti decisivi sono stati una mazzata per le nostre possibilità di vittoria. Avevo parlato con Maggi e lui preferiva giocare in terza visto che tutto l’anno era stato impiegato lì, quindi Cecchini è sempre stato il nostro interbase anche per questo. Anche gli esterni hanno prodotto poco con la mazza, Poma era partito bene ma è calato, lo stesso Celli ha prodotto meno del previsto, Mineo dopo un Europeo in cui era bollente non ha avuto lo stesso impatto. I migliori sono stati i nostri veterani, gli uomini più esperti. Colabello è stato devastante, a lui ho detto che riuscirebbe a far valida anche appena alzato dal letto, anche il rendimento di Vaglio e Mazzanti è stato davvero ottimo. Come detto dei lanciatori sono stato molto contento, hanno fatto quanto ci aspettassimo da loro”.

Parlare degli assenti non fa mai bene, però qualche pedina fondamentale è mancata.

“Ti dico in primis Garcia e soprattutto Liddi. Per il primo speravamo che i Cubs in qualche modo lo rilasciassero, Liddi ci aveva dato la massima disponibilità, ma era impegnato con i playoff in Messico. Lui è un uomo di gran carisma, sarebbe stato il difensore perfetto dell’angolo caldo oltre che una grande mazza. Castellani sarebbe stato la ciliegina sulla torta per il parco lanciatori ma anche lui come Garcia era tra i 40 Mlb, in questo caso dei Rockies.  Martini del Redipuglia aveva provato ad ottenere la cittadinanza ma c’era qualche problema con dei documenti in Venezuela. Poi in prima ero già coperto con Colabello e Mazzanti, mentre in terza non lo vedevo pronto, però sarebbe stata una mazza utile. Per i tagli fatti dalle prime convocazioni gli ultimi sono stati Giordani e Garbella, due giocatori che mi piacciono davvero molto, ma con il senno di poi è tutto più facile però in quel momento con il mio staff, visto anche le amichevoli di Barcellona, abbiamo scelto così. Per i lanciatori c’erano meno dubbi, Teran era uno tra i 40 preconvocati, non mi è piaciuto come si presentò l’anno scorso nel SuperSix e forse questo ha pesato, sicuramente è un lanciatore che può far bene anche in ottica futura”.

Subito dopo la sconfitta con l’Olanda le dimissioni, una presa di responsabilità da gran professionista quella presa da Gibo, che ha riconosciuto di aver fallito un obiettivo, a dispetto di qualche critica di troppo arrivata durante le partite della nostra nazionale.

“Ero io il responsabile del campo. Le scelte l’ho fatte io, la federazione mi ha seguito in ogni mia richiesta. Tre anni fa mi fu dato l’incarico con l’obiettivo di centrare l’approdo a Tokyo 2020, non l’ho centrato e per questo mi sono dimesso. Ringrazio anche i giocatori per avermi sempre ascoltato e fatto sempre quanto richiesto. Dispiace per qualche coda polemica, qualche “accusa” sul nulla, su alcune mie decisioni, ripeto col senno di poi è tutto facile, ero io il responsabile e le mie scelte non sono andate bene. Anche dopo la finale europea persa c’era stata qualche critica sul mancato cambio di Lugo. Fino a quel momento aveva subito una valida e prima del grande slam in quella ripresa c’erano state 2 basi, un K e un errore. Non era sufficiente per togliere il mio miglior lanciatore, la scelta poi si è rivelata sbagliata, qualche commento che mi hanno riportato non era proprio competente, ma è il gioco dei ruoli”.

I veterani sono stati i migliori, ma secondo Gerali c’è tanto di buono da cui ripartire.

“Ho fatto i nomi di Scotti, Seminati, Astorri e Aldegheri, gli stessi Giordani, Celli e Mineo sono ancora giovani, ci sono molti altri di questo gruppo che possono dare ancora tanto alla maglia azzurra. Stanno uscendo dei buoni giovani lanciatori, comunque abbiamo portato a casa un argento europeo che è un miglioramento rispetto al 2016, dall’anno prossimo si riparte con un gruppo dalle ottime qualità”.

Uno sguardo anche sul pubblico italiano a questo Preolimpico, molto di meno di quanto ci si immaginasse.

“Dopo il risultato sportivo, un’altra delusione è stato il poco pubblico presente a Parma e Bologna. Non dico che mi aspettassi uno stadio pieno, ma quasi. L’evento è stato pubblicizzato in ogni modo, organizzato davvero bene con molte attività collaterali  eppure c’è stata una scarsa risposta. Il tempo non ha sicuramente aiutato ma non è questa certamente una scusa, come i biglietti a 15 euro. Poi a Parma negli ultimi anni c’era stata un’ottima risposta soprattutto nei playoff, invece è stato deludente ed anche questo ci dovrebbe far ragionare su cosa fare per il nostro amato batti e corri”.

Sicuramente secondo Gerali c’è da cambiare la formula della massima serie.

“Cosa migliorare è un argomento così banale che diventa quasi difficile. L’ovvio è che dobbiamo giocare di più, lo sanno tutti, non scopriamo niente. Ho assistito ad alcune riunioni con le squadre di massima serie e la Federazione non può imporre niente, le società non hanno la forza economica per fare le tre partite e quindi bisogna trovare la formula per un campionato più accattivante. Giocare in Emilia Romagna tutti i giorni è facile visto che con un’oretta si arriva dappertutto, ma per squadre come Nettuno ci sono 5-6 ore di viaggio ogni volta. Ormai le grandi sono rimaste 3, forse 4, io ero uno dei sostenitori di un campionato di vertice ristretto, ma adesso non sono più i tempi, bisogna assolutamente allargare la base, avere più squadre e giocare di più. Giocando di più i giovani avranno più occasioni per uscire fuori, inizialmente ci sarà qualche difficoltà nei lanciatori, forse vedremo partite meno tirate, ma affrontando i migliori tutti cresceranno ed inoltre in ottica nazionale bisognerebbe equipare i giocatori passaportati tipo Johnson agli italiani”.

L’ultima domanda è quella di che sarà di Gibo Gerali nel 2020.

“Sinceramente ancora non lo so. Ero focalizzato sulla nazionale, è troppo fresco e bruciante il risultato che ancora non ci ho pensato. Sicuramente resterò nel nostro mondo. Ho ancora troppa passione per stare fuori, è praticamente impossibile per chi ha iniziato con il baseball a 8 anni. Vediamo cosa mi riserverà il futuro, visto l’età potrei pensare anche ad una carriera dirigenziale, ora è ancora presto”.

Un ringraziamento davvero sentito a Gerali. C’eravamo visti qualche volta in passato sui campi, ma abbiamo parlato come fossimo davvero vecchi amici. Una gentilezz e cortesia davvero rara, parlando di tutto con il massimo della sincerità. Un grande in bocca al lupo a lui per il suo futuro.

Fonte copertina: K73 Oldmanagency