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L’Ingegner Emilio SONNU, nominato alla Commissione Internazionale Infrastrutture della World Baseball Softball Confederation. La Sicurezza nel baseball.

10 Ott , 2018  

di Riccardo Mazzucato

Ho avuto il piacere di intervistare l’Ingegner Emilio SONNU di Sassari che è stato nominato alla Commissione Internazionale Infrastrutture della World Baseball Softball Confederation (WBSC), la Federazione Mondiale di Baseball e Softball. Gli ho chiesto di cosa si occupa, che cosa ha fatto nel mondo del Baseball. Abbiamo parlato di sicurezza nei campi, della situazione delle strutture nei nostri stadi e di molto altro ancora.

“Sono nel mondo del Baseball da 39 anni e come dico sempre io, sono un portatore d’acqua, mi sono sempre messo al servizio del Baseball. In quanto Ingegnere sono stato nominato nella Commissione Impianti della FIBS e l’ho gestita per 12 anni, penso abbastanza bene.
Da libero professionista mi occupo spesso e volentieri di sicurezza: faccio sicurezza negli spettacoli, sicurezza nei cantieri, soprattutto nei concerti. Una parte del mio mandato, essendo anche un esperto di sicurezza, l’ho impiegata per dare un nuovo taglio, un nuovo indirizzo alla Commissione Impianti di cui ero Presidente, al fine di migliorare la sicurezza di tutti gli impianti d’Italia. Sicurezza in tutti i sensi. Sicurezza significa che i ragazzi non devono farsi male per incuria, negligenza, trascuratezza o per mancata manutenzione !
La situazione dei campi Italiani non è bella, nel senso che sono strutture ‘vecchie’: sono nati tra gli anni 60 e 80 dopodichè ci si è arenati ma da allora in poi è cambiata tanta roba, tante norme, solo che contemporaneamente venivano a mancare i fondi. Ad esempio io mi arrabbiavo con i Presidenti delle Società contestando loro il fatto di avere 3 stranieri a libro paga ma di non comprare 1.000 € di terra rossa quando nel campo c’era un gradino di 3 centimetri. Così gli atleti si fanno male ! Spendevano 15.000 € di stranieri ma non spendevano 1.000 € per ricaricare la terra rossa. Mi sembra illogico ! Anche perché lo straniero che paghi e che si fa male sul campo, cosa lo paghi a fare ?
E’ una mentalità sbagliata. Lo dico con cognizione di causa, conosco il mondo del Baseball a 360°: sono stato giocatore, classificatore, sono allenatore, dirigente, sono Presidente della Yellow Team Baseball Sassari. So cosa si aspetta un giocatore da un campo. Purtroppo i nostri campi son vetusti: lasciando perdere il discorso del tabellone che c’è o non c’è o che non funziona, perché quello è il minimo, i nostri impianti avrebbero bisogno di un bel restyling. L’ultimo restyling serio fu fatto nel lontano 2009 in occasione degli ultimi Mondiali giocati in Italia. Se non ricordo male, tra l’altro fu fatto solo in 8 dei campi dove si giocò il Mondiale. Inoltre, dove c’erano dei campi, magari sono morte le Società e il campo è stato riadattato a qualcos’altro. Non stiamo guadagnando campi ma ne stiamo perdendo.
Gli impianti di irrigazione periodicamente si guastano perché si rompono i tubi che sono quelli degli anni 60 / 80.
E’ un problema di tutti gli sport in Italia, anche nel calcio le piccole squadre stanno chiudendo: è facile passare dalle stelle alle stalle. Mentre il Baseball ha sempre vissuto di pane e cipolla, ovvero se mi manca lo sponsor da 1.000 €, reggo la botta, la squadretta di calcio di serie Z, comunque aveva 5-6-7 giocatori da pagare, gli allenatori da pagare, perché comunque nel calcio avevano tanti soldi, c’erano le vacche grasse, di punto in bianco mancano i soldi, i giocatori non li paghi più, l’allenatore non lo paghi più e allora fanno prima a chiudere la baracca. Nel Baseball gli allenatori sono tutti volontari. Quanti son pagati ? Per cui se vengono a mancare un po’ di soldini comunque ci si rimbocca le maniche e ci si dice, <<va bene ragazzi la divisa quest’anno non la compriamo, la compreremo l’anno prossimo>> e si tira a campare ma nel calcio e nel basket no… dove giravano tanti soldi e ora di punto in bianco si son chiusi i rubinetti … noi in teoria dovremmo resistere di più ma teniamo anche conto del fatto che i ragazzi di oggi tutto vogliono fare meno che sudare, correre e fare sport. Non è come una volta che o andavi al campo o non facevi niente. Accendevi la televisione e chi era fortunato vedeva RAI 2.. adesso abbiamo internet, tablet, videogiochi, chi più ne ha più ne metta, whatsapp, i ragazzi vivono più su whatsapp che a casa loro, vivono nel loro mondo virtuale. E’ una ‘emorragia’, chiamiamola così, alla quale non ci sono trasfusioni che possano porre rimedio. Sta diventando sempre più difficile.

Collaboro con la WBSC già dall’anno scorso. Ad Agosto 2017 ero a Kiev per lavorare ad un nuovo impianto da 4 campi su cui ho fatto un progetto, ancor prima di ricevere la nomina ufficiale da Losanna. Recentemente ho collaborato per un campo in Romania e sto collaborando per un campo a Teheran. Ora sono stato ufficializzato, ho ricevuto la nomina. Mi trovo bene a lavorare con il Presidente, Garibaldy Bautista, Dominicano e con Joan Garcia con i quali posso parlare Spagnolo. E’ stato Riccardo Fraccari (Presidente WBSC) che mi ha voluto, che mi conosce, sa come lavoro, mi ha visto lavorare e sa che io poi bisticcio spesso con lui e a lui piacciono le persone con cui bisticcia (RISATA). Riccardo sa che sono una persona che quando parla di campi da Baseball lo fa con approfondita conoscenza dell’argomento. E quindi Riccardo mi aveva chiesto <<ma ti interesserebbe ? lo faresti ? visto che oramai non sei più Presidente della Commissione Impianti in Italia e comunque sei una persona valida, hai delle conoscenze che non devono andare perse, servirebbe un tuo aiuto>> e io ho detto <<va bene, non c’è problema, figuriamoci.. spiegherai tu a mia moglie che al posto di andare a Milano o a Padova questo giro dovrò andare in Iran ! (RISATA)>>. In 12 anni ho preso parecchi aerei (e parecchie arrabbiature) ma son riuscito a dormire in tutti gli aeroporti d’Italia (RISATA).”

Si aspettava questa nomina, questa gratifica ?

“Sì, perché io sono uno di quelli che dice: lavora, lavora, lavora, lavora .. e prima o poi qualcuno ti riconoscerà il lavoro fatto. Quando sono arrivato nella Commissione Impianti della FIBS non avevamo niente di digitalizzato: le Società ci chiedevano <<come si fa un campo da Baseball ? che disegno ha?>> e noi gli mandavamo una fotocopia via fax. Io mi son preso la briga, in un anno, di digitalizzare tutti i disegni di tutti i campi. Noi siamo stati la prima Federazione al mondo a creare un libretto di costruzione e manutenzione dei campi, che tutti quanti ci chiedono, dove ci sono misure, suggerimenti su come curare la terra rossa, su come curare il prato. Ho portato una ventata di novità nella Federazione. Ho digitalizzato tutti i regolamenti possibili e immaginabili. 6 – 7 anni fa il CONI domandò a tutte le Federazioni sia i regolamenti di costruzione impianti sia i regolamenti di omologazione. Le prime 2 Federazioni che fecero questo furono il Rugby e il Baseball: cioè, noi abbiamo i regolamenti già depositati al CONI da 7 anni e approvati dalla Giunta del CONI. E questi son tutti traguardi.”

Ho letto della sua famosa, maniacale passione per la sistemazione del monte di lancio.
Cosa mi racconta a proposito ?

“(RISATA) L’ho ereditata da Sergio Bernini, che era il decano della Commissione Impianti. Costruire un campo da Baseball non è complicato ma nella mia carriera ho visto delle cose assurde tipo mettere gli irrigatori dove corrono i corridori. Il corridore ci inciampa, l’irrigatore è un punto di discontinuità nel campo, l’irrigatore è sì a scomparsa ma è basso e c’è un buco nel campo. Come si fa a mettere gli irrigatori in mezzo a dove corre una persona ? Avendoli spostati di 90 cm gli sarebbe cambiata la vita ! Oppure i pali della rete di backstop, son stupidaggini, però tu non mi puoi mettere un palo di backstop sulla linea pedana-casa base, perché se c’è un lancio pazzo e quel lancio arriva sul palo giochiamo a biliardo e non più a Baseball ! Sembrano scemenze però se tu il palo me lo sposti di 2 metri, non è più su quella linea e a quel punto il lancio pazzo arriverà sulla rete e lì si ferma: il ricevitore non deve diventare matto a cercare la pallina che è rimbalzata su un palo rotondo e l’ha fatta schizzare via e chissà dove diavolo è andata ! Sono quelle piccole cose dettate dall’esperienza: io facevo il ricevitore quando giocavo e i lanci pazzi erano la mia passione, avevo lanciatori che erano matti da legare e tiravano le palle da tutte le parti, quindi ci mancava solo che mi rimbalzasse su un palo e mi finisse non so dove. Sono le piccole cose che cambiano il campo. Il monte di lancio è una cosa molto importante. Per preparare un bravo lanciatore Senior servono minimo 10 – 12 anni. Io ho visto lanciatori farsi male per colpa del monte di lancio non a norme. Spendo 12 anni a far crescere un lanciatore e una partita per ‘distruggerlo’ ? Ecco perché il monte di lancio dev’essere perfetto ! Tra l’altro sono allenatore di terzo livello e come ricevitore allenavo anche i lanciatori: il miglior allenatore di un lanciatore è il ricevitore ! E’ il ricevitore che riceve la pallina nel guanto, quando arriva la pallina sa di che umore è quello che c’è sul monte. La meccanica di lancio è una meccanica al millimetro. Nel momento in cui io ho un monte di lancio pieno di buchi non sto perdendo millimetri, sto perdendo centimetri. Cioè il mio lanciatore non atterra più con il piede a 20 cm ma atterra a 15 e la pallina non mi va a finire nell’area dello strike ma mi va bassa ! Ecco perché è fondamentale il monte di lancio e perché bisogna saperli fare ! Perché hanno delle misure particolari. Io ho visto monti di lancio alti 35 cm !! Il monte di lancio dev’essere alto 25 cm ! Il lanciatore di casa ci può essere abituato ma quando arriva la squadra ospite, quello che fino a ieri lanciava a 25 cm di altezza e oggi lo metti a lanciare a 35 farà una caterva di ball ! E cos’è questo ? Giocare a Baseball ? Ecco perché è fondamentale il monte di lancio ! Nel 2013 tenni una conferenza a Cuba in cui spiegavo queste cose. Una cosa che poi mi è stata bocciata ma che volevo realizzare: l’introduzione nel regolamento di uno stop al quinto inning per la sistemazione del monte. Il monte e casa base. Ci vogliono solo 10 minuti. Perché i battitori fanno i buchi a casa base e quando mi fai un buco di 5 cm la mia mazza è più bassa di 5 cm. I centimetri fanno la differenza. Tutti abbiamo visto lanciatori che salgono in pedana e poi con il piede destro vanno avanti e indietro scavando e quando scavi ti stai abbassando il piede di 5 cm e se abbassi il piede di 5 cm abbassi di conseguenza il tuo corpo di 5 cm e abbassi pure il tuo lancio di 5 cm. E nel filo basso dell’area dello Strike 5 cm fanno la differenza perché è un ball ! Io sono maniacale da questo punto di vista, per me, essendo Ingegnere e Professore di Matematica, i centimetri devono tornare.”

Infortuni: un consiglio alla mamma di un lanciatore Nazionale.

“Grazie al cielo c’è il limite di lanci per i ragazzi perché il Manager che vuole vincere fa di tutto, fa fare 90 – 100 lanci ad un ragazzino di 13 anni dove già 90 – 100 lanci sono il limite nella Major League che è gente professionista. Io ho visto gente far fare 150 lanci. Non a ragazzini ma a 18enni, 20enni e così li bruci, li rovini. Un giorno bisticciai con una mamma perché tolsi il figliolo dal monte di lancio e perdemmo la partita. Era il nostro lanciatore migliore e perdemmo la partita. La mamma arrivò e mi disse <<tu sei un incompetente, stavamo vincendo, se avessi lasciato mio figlio avremmo vinto>>. Allora le risposi: <<Si però, se poi rompevo il braccio a tuo figlio tu che facevi ?>> <<Ma questo l’avremmo visto dopo !>> Con questa mamma ho bisticciato e poi questo ragazzo è stato convocato in Nazionale. Allora la mamma era tutta felice e contenta. Se quel giorno suo figlio si fosse rotto il braccio non sarebbe stato convocato in Nazionale. Il Baseball è una filosofia, lo sappiamo, è un modo di pensare, un modo di vivere. O è quello o stiamo facendo un altro sport.”

Ci racconti di queste esperienze a Teheran e poi in Romania e a Kiev.

“A Teheran si è trattato di una consulenza su un impianto di irrigazione, in Romania di farci stare un campo da Baseball dentro ad un fazzoletto di terra, mentre a Kiev era una bella realtà, un parco enorme, quindi c’era molto spazio dove divertirsi e ho fatto un progetto preliminare, io e il mio staff, abbiamo lavorato un mese, una cosa spettacolare.
La WBSC mi diede un qualcosa di interessante e concreto su cui lavorare. La Federazione in Ucraina è una bella realtà che sta cercando di crescere però teniamo conto che il campo che ho visto a Kiev era una disperazione. La recinzione esterna era delimitata da degli pneumatici interrati. Quindi stiamo parlando di realtà molto lontane dalle nostre. Noi ci lamentiamo, è vero, però contando che il Baseball in Italia esiste da una vita si spera e si presuppone che non ci siano campi come il Kennedy di Milano, abbandonati e mezzi distrutti. Purtroppo quando non ci sono più fondi i primi tagli sono ai danni di Cultura e Sport. E’ una triste verità. La tendenza di tutti gli Enti Pubblici è quella di dare i campi in affidamento, e dire alle Società: <<arrangiatevi, fate tutta la manutenzione e non rovinate il campo>>. Io quest’anno ho dovuto comprare 2.000 € di terra rossa per ricaricare il campo. L’anno scorso si è rotta la pompa dell’impianto di irrigazione e 900 € li abbiamo messi di tasca nostra. Se aspetto la Pubblica Amministrazione perdo il prato. Questa è la realtà dello Sport in Italia.”

In Major League usano la Kentuchy grass, la blue grass. Lei cosa usa ? Cosa consiglia ?

“C’è da dire che in America hanno tanti soldi. Quella è un’erba costosissima.
L’Italia è bella ma è lunga quindi abbiamo la Sicilia ma abbiamo anche il Friuli.
Noi siamo riusciti a Verona a piantare Bermuda grass cioè una gramigna.
La gramigna vive bene nei climi Mediterranei, con alte temperature e ha bisogno di poca acqua.
Per cui io ho sempre consigliato al Sud di piantare Bermuda grass o gramigna in generale.
Al Nord si va sulle microterme, cioè erba che resiste bene al freddo.
L’erba si divide in 2 grandi famiglie, le macroterme e le microterme: le macroterme vivono bene con le alte temperature e le microterme vivono bene con le basse temperature. Posso piantare le microterme a Palermo però devo irrigare 2 volte al giorno per 365 giorni all’anno. E ce l’ho l’acqua ? Eh ! E’ questo il problema: quando si progetta un campo non si deve pensare solo a fare il campo ma anche a quello che costerà mantenerlo. Gli Architetti prima progettano lo Stadio con le tribune belle e coperte e poi dentro ci mettono il prato e solo successivamente ci si rende conto che il prato prende soltanto 2 ore di sole al giorno, cioè niente, per cui bisogna provvedere a fare il soleggiamento artificiale, ossia delle luci che scorrono avanti e indietro sul prato simulando il sole, procedimento molto costoso. Questo perché facciamo le cose ma non pensiamo a quando le useremo e a quanto ci costeranno. Nel calcio di Serie A dove ancora oggi girano molti soldi cambiano il prato in toto 2 volte l’anno. Lo srotolano nuovo. Un prato srotolato costa 20 €/mq. Se lo fai per un campo da Baseball ti costa 300.000 €.”

E’ facile o difficile progettare un impianto di irrigazione ?

“Progettare un impianto di irrigazione di un campo da Baseball non è semplice, anche perché non è rettangolare e bisogna distinguere tra terra rossa ed erba. Al di la degli sterili calcoli idraulici (che comunque bisogna saper fare), bisogna saper posizionare gli irrigatori, e questo lo si fa in base alle gittate, alla sovrapposizione dei getti, ma soprattutto in base ai venti predominanti. Ho visto campi dove alcune zone dell’erba erano gialle, per poi scoprire che con il vento il getto dell’irrigatore veniva deviato.
Nell’impianto che ho progettato nella mia città (Sassari), ho messo 50 irrigatori divisi in 14 settori, e mi sono contenuto, perché ne volevo mettere altri 4/5, ma non mi bastavano i soldi a disposizione.”

Per finire: un aneddoto che la rende orgoglioso ?

“Sono stato felice e mi ha dato molta soddisfazione aggiustare il campo di Parma per i Mondiali del 2009. Mi sono occupato del rifacimento di tutto il manto erboso dello Stadio di Parma, del campo principale del quadrifoglio. Io e un mio collaboratore di allora, il Dott. Agronomo Sandro Moroni, facemmo ex novo drenaggi, impianti di irrigazione ed erba. E lì testammo per la prima volta l’artificiale e naturale uniti. Era una cosa abbastanza innovativa, cioè prato artificiale e prato naturale contemporaneamente. Piantavamo l’erba naturale nell’intaso dell’erba artificiale. Cosa che poi fu fatta anche al campo di Tirrenia.”

Un’esperienza quarantennale di un professionista che ha legato la sua vita e il suo amore per il Baseball alla sicurezza.