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Noel Guerra: i bambini in Sardegna giocano a baseball come quelli cubani

19 Apr , 2019  

di Serenella Mele

Un temperamento mite che fa emergere il talento e tutta la sua vitalità sul campo di baseball. Ho avuto il privilegio di parlare con Noel Guerra, nato a Villa Clara (Cuba), ma vive in Italia dal 2005.

Prima collaborazione italiana con Unione Picena a Montegranaro (Macerata), dove ha allenato il settore giovanile e la serie A.

Come tutti i bambini latino americani, ha iniziato a giocare a baseball da piccolo, in strada, raggiungendo da giocatore le migliori prestazioni nel settore giovanile.

Nel 1987 sceglie la carriera da tecnico, ottenendo risultati di rilievo tale da diventare uno dei migliori tecnici di baseball della storia di Cuba e del centro America: con le categorie U15 e U18 vince il Campionato Panamericano nel 1996 e 1998 (in Messico), 2000 (in Ecuador), 2002 (in Venezuela), 2013 (in Colombia); vince inoltre i Mondiali nel 1995 (in Brasile), 2003 (in Giappone), 2014 (in Messico).

Arriva in Italia grazie alla collaborazione esistente ormai da anni tra la Fibs e la Federazione Cubana di baseball: dalle Marche arriva in Sardegna ad Oristano, dove mette su due squadre di ragazzini, poi Alghero, Cagliari, Nuoro. Torna a Cuba nel 2011, ma nel 2015 l’Italia lo richiama e vola a Cervignano del Friuli per tre stagioni. Il presidente del Cagliari baseball, Aldo Pisano, recentemente lo richiama, grazie all’amicizia con la dirigenza del Cagliari baseball, quindi accetta l’invito per lavorare di nuovo in Sardegna:

Guardo i ragazzini di questa terra in strada, notando che sono molto coordinati nello sport, mi sembra di vedere i bambini di Cuba – afferma Noel Guerra – questa è una buona cosa per il baseball. I movimenti sono gli stessi dei bambini abituati a stare più a lungo fuori a giocare che davanti alla tv o ad un videogioco: sono gesti più tecnici, precisi. Un lancio, una presa, per loro sono più naturali. Noto la differenza con i bambini che ho allenato fuori dalla Sardegna: come a Cuba, anche in Sardegna corrono di più, stanno in strada, e meno a casa. In Sardegna forse aiuta anche il clima caldo gran parte dell’anno, stando di più all’aperto senza dubbio sono avvantaggiati”.

A Cagliari segue sia il settore giovanile che la prima squadra, insieme a Walter Angioi, allena i lanciatori ed i ricevitori:

E’ una squadra giovane il Cagliari, con tanta grinta, tanta voglia di fare bene. Stiamo facendo un lavoro di rifinitura, purtroppo abbiamo sempre il problema del campo…dobbiamo giocare le gare di campionato ad Iglesias ma ci alleniamo a Cagliari, in uno spazio che non è un campo regolamentare. Bisogna fare qualcosa, perché è una situazione che limita molto, condiziona il rendimento della squadra. Per ottenere risultati apprezzabili, ti devi allenare in uno spazio adatto: per la battuta, il lancio, le prese, tutto deve essere fatto negli spazi giusti. Come quelli dove giochi la partita, altrimenti diventa quasi un lavoro per certi versi falsato. Ho sentito che “forse” qualcosa si muove, ma anche la prossima stagione faremo i pendolari per il campionato tra Cagliari per allenarci e Iglesias per le partite in casa..che sono comunque in trasferta” (Cagliari e Iglesias distano 50 km).

Noel Guerra dice di Walter Angioi:

Lo vedo abbastanza bene come allenatore, capisce il gioco, l’allenamento, è uno che osserva molto. Quando sono arrivato a Cagliari per la prima volta lui giocava, seguiva con molta attenzione il mio lavoro. Ha il senso del baseball, sa sempre cosa è meglio fare, anche nelle difficoltà. È molto preparato, può diventare ancora più bravo, ha tutte le caratteristiche ed il potenziale per diventare un grande allenatore”.

Walter Angioi risponde…

Da noi Noel svolge funzione di pitching coach e allenatore ricevitori. Gran professionista, molto attento ai dettagli, profondo conoscitore della materia. Sicuramente è un ottimo tassello per il miglioramento e la crescita tecnica della squadra e di tutte le categorie giovanili”

Walter è il papà di Gabriele Angioi, grande talento del baseball azzurro. Un tuo giudizio umano e tecnico su di lui

Ha le qualità per diventare un grandissimo giocatore, potrebbe giocare tranquillamente anche all’estero. Batte e tira forte, è veloce, ha un gran senso della presa a terra, del gioco. È un ragazzino molto molto sveglio per giocare a baseball. Ha tutto. Parlo molto con lui, con la mia esperienza posso dare qualche consiglio: mi piacerebbe – se vorrà, più avanti – portarlo a giocare il campionato nazionale a Cuba. Sarebbe una buona esperienza per lui”.

So che hai avuto a che fare con un giocatore…un certo Gianluca Marcoccio…

Ride di gusto…(ti sei comportato male, Marcoccio??).

Gli piace tantissimo giocare – risponde manager Guerra nel ricordare i trascorsi agonistici del nostro Gianluca – ma quando sono arrivato qui era un po’ vecchio… Ho davvero un rapporto fraterno con lui. Forse tecnicamente non era eccezionale, ma aveva tanta voglia di giocare. Adesso ha creato qualcosa di straordinario col Bar del Baseball. Un grande appassionato di baseball !”

La parola a Gianluca Marcoccio:

Noel è una persona di grande umanità, molto disponibile, molto gentile ed educato. È un uomo “di campo”, ricordo che veniva al campo a qualsiasi ora per allenare i ragazzi che lavoravano, come me. Poi io non ero un giocatore, ero una “pippa”. Roberto Cresta non mi ha mai mandato in campo perché ero davvero una pippa…invece Noel ha visto in me la voglia di giocare, la voglia d’imparare i fondamentali (ho iniziato a giocare a 25 anni!), mi ha dato fiducia e posso dire che mi sono tolto belle soddisfazioni in campo. Ma io ero veramente “una pippa immonda”, lo sono, però m’ha messo in campo! È molto preparato, è uno che ha vinto mondiali e Campionati Panamericani U15 e U18 con la nazionale di Cuba come manager. Preparato come pochi, in Italia”.

Quanta voglia hai di tornare a Cuba, Noel?

Eh..mi manca tantissimo, Cuba è casa, famiglia, figli. Lì ho imparato tutto. Ho vinto tre mondiali con la nazionale cubana, da manager; campionati panamericani; tanti campionati nazionali…”

Che dire? Marcoccio meglio al Bar del Baseball che sul diamante a giocare: grazie Gianluca, per il grande lavoro!

Uno come Noel Guerra, conosce il baseball e sa cosa fare per vincere. Consapevole di essere di parte, auspico che l’Italia e la Sardegna sappiano tenerselo stretto.

Lunga vita Manager!

(Fonte immagine: archivio di Noel Guerra)