Racconti

Una ricca giornata di sport

24 Apr , 2018  

di Enrico Pasini
Oggi il dono dell’ubiquità sarebbe largamente insufficiente. Sono al Falchi alle 15:30 inizia la finale di Coppa Italia Città di Nettuno-Fortitudo Bologna, allo stesso orario, a 20 metri dal campo, nel Falchino giocano gli Esordienti 2018 di mio figlio nella partita contro Pianoro, prima giornata di campionato. Nello stesso istante su Raisport c’è l’Amstel Gold Race, ciclismo mio sport da sempre. Come farò a seguire tutti e tre gli eventi nello stesso momento? Adesso ve lo racconto. Le partite iniziano insieme, puntuali come neanche in Svizzera sanno essere. Lancia Nettuno al Falchi, batte Pianoro al Falchino. Prima palla al volo, poi un out in prima seguita da un valida, e di nuovo out. Pianoro rimane a zero, bravi i bimbi della Effe e bravi anche i campioni nel campo grande. Anche Nettuno rimane a zero. Sembra che le difese la faranno da padrone. Anche le parti basse, (non equivochiamo), del primo inning delle due partite finiscono con zero punti. Ma il primo inning spesso può portare sentori o sensazioni, che poi vengono subito smentite. Infatti Pianoro in poco segna due punti, prima che i piccoli aquilotti si sveglino e riescano a eliminare il terzo battitore senza prendere il terzo punto. Quasi un sospiro di sollievo. Mi sposto sul campo grande proprio sul finire del secondo inning. Ancora 0-0, i lanciatori dominano. Il sospiro di sollievo di fine primo inning s’intoppa tra gola e stomaco nel secondo. I bimbi di Pianoro sono indiavolati, smazzano come grandi e in poco si portano sul 5-0. Sembra si prospetti una giornataccia per la piccola Fortitudo anche se due belle giocate in difesa lasciano ancora un filo di speranza. E il filo di speranza si allunga con finalmente il primo punto portato a casa dall’unica bimba presente in campo, la piccola Lorilù. E intanto piove, e aumenta anche, piove strano, piove sabbia, i corridoi cominciano a rovinarsi e io mi ricordo, con questo tempo da nord, che ho il tablet acceso sul muretto del dugout, con la diretta dell’Amstel Gold Race. Mi volto a guardarlo e lassù, in Olanda, c’è un bel sole, mancano 42 chilometri e c’è una fuga in atto con un vantaggio di un paio di minuti. Guardo il cielo, mi bagno di sabbia gli occhi e mi chiedo: “Ma perché?” I bimbi intanto corrono, smazzano, afferrano e tengono il punteggio fermo sul 5-1 per Pianoro, con mio figlio che in battuta non è in giornata, ma in difesa sfoggia una sicurezza mai vista. Segnali di crescita, segnali che il tempo passa e i bimbi stanno diventando ragazzi. Ma intanto di là dagli spalti, la finale prosegue. Tutto fermo sullo 0-0 in attacco c’è la Fortitudo. Due out ma prima e seconda occupate. Batte Flores lungo sulla linea della terza base, è un singolo, le basi occupate, dal dug out esce Osman Marval. La settimana prima era atterrato il venerdì pomeriggio al Marconi insieme agli altri sudamericani della Effe, sabato dopo i primi due turni di battuta inconcludenti, contro una bella Padule, aveva aperto la corsa verso i primi decisivi punti della Fortitudo. Osman arriva sul piatto, segna la base con la mazza nel suo solito rito. Lascia passare la prima, lascia passare la seconda. Alla terza gira, colpisce, la palla vola, gli spalti si animano, il popolo della Effe si alza in piedi e comincia ad esultare. È HomeRun, è Grande Slam, è Osman Marval! Quattro a zero Fortitudo.
I bimbi sentono gli spalti animarsi torno da loro con il punteggio fermo ancora sul 5-1, mi chiedono cosa è successo gli dico del Grande Slam ed esultano anche loro, ma con grande professionalità, mentre giocano senza distrarsi troppo. E i piccoli Sudamericanini della Effe si esaltano ancor di più riempendo le basi, ma Pianoro è attenta e non concede altri spazi, nessun punto entra in casa dei piccoli aquilotti! È l’ultimo inning al Falchino, ormai è passata un’ora e la effe può pareggiare se riesce a fare quattro punti. Purtroppo l’impresa non riesce, Elia e Michael portano due punti a basi piene, i bimbi possono fare solo una base e così finisce 5-3 per Pianoro. Ma che bella Partita. Riposo e merenda e poi si riprende con gara 2. I bimbi corrono sugli spalti a vedere i grandi e per premio i grandi gli regalano il quinto punto. Cinque a zero per la Effe contro Nettuno. Mentre sgranocchiano patatine merendine e panini intanto il punteggio si allarga come le loro piccole, (non proprio tutte…) panciotte. Otto a zero Fortitudo al sesto inning, la Coppa Italia sembra voler restare a Bologna. E mentre mi bevo una birra anche io mi viene in mente l’Amstel in tv. Provo ad accendere ma intanto i bimbi cominciano a giocare. Cosa fare? Chiudo il tablet prendo la reflex e via a seguirli, di Amstel me ne farò un’altra dopo al bar. Non faccio in tempo ad arrivare al campo e Pianoro segna il primo punto. I bimbi sono scatenati nel dogout, tenerli buoni è un vero e proprio lavoro che profuma di impresa, ma questa agitazione sembra positiva, le mazze comincino ad essere bollenti e in pochissimo entrano tre punti. 
Riposo e merenda e poi si riprende con gara 2. I bimbi corrono sugli spalti a vedere i grandi e per premio i grandi gli regalano il quinto punto. Cinque a zero per la Effe contro Nettuno. Mentre sgranocchiano patatine merendine e panini intanto il punteggio si allarga come le loro piccole, (non proprio tutte…) panciotte. Otto a zero Fortitudo al sesto inning, la Coppa Italia sembra voler restare a Bologna. E mentre mi bevo una birra anche io mi viene in mente l’Amstel in tv. Provo ad accendere ma intanto i bimbi cominciano a giocare. Cosa fare? Chiudo il tablet prendo la reflex e via a seguirli, di Amstel me ne farò un’altra dopo al bar. Non faccio in tempo ad arrivare al campo e Pianoro segna il primo punto. I bimbi sono scatenati nel dogout, tenerli buoni è un vero e proprio lavoro che profuma di impresa, ma questa agitazione sembra positiva, le mazze comincino ad essere bollenti e Tre punti in pochissimo entrano in casa Fortitudo. E smette anche di piovere. In difesa i bimbi Effe hanno preso un buon ritmo, girano nelle varie posizioni e non sbagliano niente. Mio figlio una volta in seconda e poi da ricevitore è disinvolto e sicuro, elimina due bimbi Pianoro e mentre il tempo passa la Fortitudo continua a vincere, mentre nel campo grande la Coppa Italia è già quasi nel dogout di Bologna. E poi arrivano quei momenti in cui capisci che i bimbi crescono. Fabio in battuta non è in giornata, 0-5 e nell’ultima, arrivato in prima già eliminato al volo, il gesto di stizza è più un vero incazzo. Nessuna lacrime, nessuna gnola, due gentili imprecazioni e la domanda sul perché oggi lo eliminano sempre. Lo calmo ma dentro di me sono contento, quella rabbia diventerà determinazione in futuro e porterà frutti maturi nella sua crescita. Anche perché in realtà non è solo una brutta giornata in battuta, i bimbi di Pianoro sono molto bravi e preparati, e con un bel double play e una palla al volo tengono la partita ancora viva. Al Falchi invece la partita sta lentamente e brutalmente morendo, la Fortitudo domina 6-0 andando verso il settimo inning. Torno al campo piccolo al Falchino, attacca Pianoro ma davanti si ritrova dei piccoli leoncini, un out in prima due in seconda, giusto il tempo per chi rifiatava nel dogout di finire le patatine e chiederne altre. Ma è meglio smettere con le patatine, non tutti hanno ancora i guantini e gli potrebbero scivolare le mazze dalle mani in battuta. Vado a riempire la borraccia nei bagni del Falchi e incontro Frignani. Non Lele che è nel dogout a conquistare la sua seconda Coppa Italia da Manager, ma Fabio il fratello, anche lui ex giocatore della Fortitudo. Ogni volta che lo incontro per lavoro mi racconta aneddoti incredibili di questo sport pazzesco e di partite tiratissime giocate allo Steno Borghese contro Nettuno. Degli insulti e del tifo dei Nettunesi e delle birre bevute dopo le partite insieme a loro. E non sono sicuro che fossero solo dopo le partite. I piccoli sono all’ultimo inning, non ci sarà il tempo per un altro. Siamo sul 3-1 per la Fortitudo, basta difendere bene e si pareggerà la serie. E così è. Le mazze oggi erano un po’ lente e addormentate ma in difesa i piccoli Fortitudini non hanno concesso niente. Bravi veramente, come i bimbi di Pianoro che con il sorriso e una gran voglia di fare merenda si radunano in mezzo al campo a festeggiare. Due ore e passa di partite, normalmente ci sarebbe il fuggi-fuggi verso casa, verso una doccia brontolata, verso un videogioco sognato o un cartone animato desiderato. Invece oggi no, ci sono i grandi e c’è una Coppa da alzare. Mancano ancora due inning e c’è anche il tempo di correre sugli spalti a giocare a nascondino. Normalmente era così, invece oggi no. Mentre la Fortitudo domina e si presenta all’Ottavo inning sul 12-0, con Panerati che concede un fuoricampo da tre ad Aguilera per i primi punti di Nettuno, i bimbi si mettono di fianco al bullpen della Fortitudo, dove sta per uscire diretto al monte l’Omone Rivero, ad allenarsi come lanciatori. A turno c’è chi lancia e chi riceve e chi di fianco rischia occhi neri e lividi sparsi per il corpo. Solo la premiazione finale li ferma e mentre Nettuno riceve la meritata medaglia del secondo posto e Bologna alza per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia, i bimbi cominciano a farsi conquistare dalla stanchezza. Con l’adrenalina che pian piano se ne andava, diretti verso casa, guardando dal finestrino, chissà se quei bimbi non stessero sognando, prima o poi, di alzare anche loro una Coppa cosi grande al Gianni Falchi.